Ragnetto rosso delle piante: cos’è e come combatterlo con i rimedi naturali

Cos’è il ragnetto rosso delle piante

Il ragnetto rosso è un piccolo acaro fitofago. Questa caratteristica lo rende un vero e proprio nemico per ogni tipo di coltivazione.
Trovando nutrimento nelle sostanze vegetali, la sua presenza può portare molto rapidamente alla morte della pianta attaccata. Frutti e ortaggi diventano presto non più commestibili, riuscendo così a rovinare interi raccolti.

La velocità con la quale si riproduce è un altro elemento che genera preoccupazione: avviene in maniera molto rapida, dunque il rischio di infestazione è altissimo.

Come si riconosce

In tutto il mondo si contano oltre 1200 specie di ragnetto rosso, ma quelle più comuni e diffuse sul nostro territorio sono sostanzialmente tre:

  • Panonychus Ulmi
  • Panonychus Citri
  • Tetranychus Urticae

Esteticamente, la loro differenza è minima e praticamente impercettibile a occhio nudo.
Le dimensioni oscillano intorno agli 0,5mm per le femmine, diventando anche inferiori nei maschi.
Il corpo assume una forma ovale, con arrotondamento a livello dell’estremità posteriore. Il suo colore solitamente è rosso negli esemplari adulti, mentre quelli più giovani tendono all’arancione o al giallo.

Le varie specie esistenti possono presentare caratteristiche leggermente diverse: è stata evidenziata, per esempio, la presenza di altri tipi di colorazioni, come bianco, verde, marrone, nero, o giallo. Il Panonychus Ulmi vanta setole bianche ai lati, che prendono il nome di tubercoli. Trattandosi di esseri davvero molto piccoli, è però difficile identificarle a occhio nudo.

Un buon metodo per individuare il ragnetto rosso, è quello di scuotere una foglia sopra un foglio bianco: in tal modo gli esemplari adulti vi cadranno sopra, confermando ogni sospetto. La sua presenza viene però solitamente scoperta quando ormai è troppo tardi, osservando cioè le conseguenze dell’infestazione già in atto sulle piante.

Un errore comune è quello di confonderlo con l’innocuo ragnetto rosso del travertino (Balaustium murorum).
Quest’ultimo è un piccolissimo insetto che ama stare nelle pietraie o nei muretti. La forma e il colore possono portare ad allarmarsi, data la grande somiglianza con l’acaro infestante, ma il massimo danno che può causare è quello di macchiare in modo permanente le superfici, se schiacciato.

Come si forma

Le uova del ragnetto rosso sono fecondate durante l’inverno, per poi svernare in primavera o durante l’estate, fino a diventare larve.
Queste hanno forma di neanide, dunque con un strumento per l’ingrandimento è possibile distinguere chiaramente gli esemplari ancora giovani.
Le fasi successive dello sviluppo sono quelle di protoninfa e deutoninfa, per poi arrivare alla forma adulta. Lo stadio larvale e quello ninfale si caratterizzano da un periodo di attività e uno di riposo della stessa durata.

Il ciclo di vita è relativamente breve, tra le due e le quattro settimane, ma la quantità di uova prodotte rende ad ogni modo l’infestazione sempre più numerosa.

Di cosa di nutre

L’alimento preferito del ragnetto rosso è tutto ciò che rientra nel regno vegetale: piante arbustive, erbacee e ortaggi.
Sia le larve che gli adulti si cibano principalmente della parte inferiore e superiore delle foglie, oltre che dei germogli. Per fare ciò, usano il loro appuntito apparato boccale: pungono la pianta e ne succhiano tutte le sostanze nutritive.

Ogni specie ha delle preferenze: il Panonychus Ulmi attacca prevalentemente frutta e vite, il Panonychus Citri tende a infestare gli agrumi, mentre il Tetranychus Urticae, molto più diffuso, preferisce cibarsi di piante di pomodori, fagioli, soia e legumi, ma si diffonde senza problemi su qualsiasi altra varietà, anche quelle da fiore e ornamentali.

Come si riproduce

Il ragnetto rosso è un animale oviparo, in grado di deporre, per esemplare, circa 100 uova ogni anno.
La sua riproduzione avviene in maniera molto rapida e individuare la presenza delle uova è veramente difficile. Queste vengono collocate sulla pagina inferiore delle foglie e protette da una ragnatela molto sottile. In tal modo è impedito alla pianta di respirare, causandone ben presto la morte.

Cosa provoca alle piante

Le piante attaccate dal ragnetto rosso mostrano dei sintomi molto chiari.
A causa del suo perforare la foglie e succhiarne le sostanze nutritive, si manifesta presto un’improvvisa decolorazione in alcuni punti. Le cellule che sono state perforate e svuotate hanno, di conseguenza, una fotosintesi ridotta, con aumentata traspirazione e inibizione della crescita.

Tutto ciò porta alla comparsa di una tonalità che ricorda il bronzo, fino a quando le foglie non inizieranno a seccare e a cadere.

La morte della pianta è data dal fatto che questa non è più in grado di completare il processo di fotosintesi clorofilliana. In alcune varietà, come il cetriolo o il pomodoro, è sufficiente un danno del 30% per perdere tutto il raccolto.

Tutto ciò accade in tempi molto brevi, dunque l’intervento tempestivo è essenziale.

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Quali sono i predatori del ragnetto rosso

Il ragnetto rosso ha dei predatori molto efficaci, dunque una soluzione potrebbe essere quella di creare un ambiente per lui minaccioso e sfavorevole. La biodiversità diventa quindi una grande alleata per delle piante sane e rigogliose.

Coccinelle

Le coccinelle, sia adulte che nello stadio larvale, sono ottime cacciatrici del ragnetto rosso.
Se si desidera introdurre questi piccoli alleati nell’ambiente infestato, si procede solitamente deponendo le loro uova nelle colonie da debellare. Alla schiusa, le larve inizieranno la caccia e si nutriranno di chi ha colonizzato la pianta.

Phytoseiulus persimilis

Il Phytoseiulus persimilis è particolarmente efficace nella lotta al ragnetto rosso perché, a confronto, il suo ciclo di sviluppo è più rapido, così come anche maggiore è la velocità rispetto alla preda.

Attacca tutti gli stadi di crescita, ma predilige quello di ninfa, diventando quindi ancora più utile quando l’infestazione è all’origine, oppure come soluzione preventiva.

Coleotteri

Nella famiglia dei coleotteri, esistono alcune specie particolarmente valide nella lotta al ragnetto rosso. Tra queste, merita una menzione lo Stethorus puntillum.
La sua caccia mira sia alle larve che agli adulti, attaccando tutte le fasi di sviluppo, comprese le uova. In assenza di prede, può nutrirsi tranquillamente di polline e nettare.

Acari

In natura esistono alcuni acari predatori che si sono rivelati efficaci cacciatori del ragnetto rosso.
Il Neoseiulus californicus, per esempio, attacca molte varietà di questo infestante, dunque la sua diffusione va bene soprattutto se si hanno numerosi tipi di piante che sono state colonizzate, o che si trovano comunque a rischio.

Perché arrivano i ragnetti rossi sulle piante?

A quanto pare, le condizioni ambientali sono tra le principali responsabili delle infestazioni dei ragnetti rossi.
I luoghi secchi, con poche piogge e un tasso di umidità molto basso, costituiscono l’habitat ideale.
Una buona soluzione per prevenire il problema consiste, dunque, nell’evitare che l’area intorno alla pianta diventi troppo arida.

Dove si insediano

Il ragnetto rosso ama i posti caldi, quindi le piante in serra e quelle in appartamento sono il luogo perfetto per una sua colonizzazione. Ciò non toglie che anche orto e giardino siano comunque a rischio.

Le coltivazioni in grado di resistere all’attacco avanzato di questo acaro sono davvero pochissime, in quanto infesta senza problema una grandissima varietà di specie vegetali di ogni tipo.

Pomodori

Il ragnetto rosso dei pomodori è il più comune parassita di queste piante.
La sua comparsa si manifesta con il cambiamento visibile delle foglie che diventano brunastre, soprattutto ai bordi, e si riempiono di bolle. I frutti assumono il colore della ruggine e non sono più commestibili.

Agrumi

L’attacco del Panonychus Citri, comunemente chiamato ragnetto rosso degli agrumi, si può notare con l’osservazione di foglie che diventano clorotiche e successivamente bronzee, fino a cadere. I frutti colpiti, oltre a depigmentarsi, acquistano riflessi tendenti al grigio, divenendo immangiabili. Se non si procede tempestivamente, l’albero può morire.

Limone

La pianta del limone viene frequentemente colpita da numerosi parassiti. In questo caso, il ragnetto rosso degli agrumi non si limita a nutrirsi solo delle foglie, che seccano e cadono, ma attacca anche i frutti. Questi ultimi diventano di colore scuro e manifestano rallentamento o arresto della maturazione.

Rose

La rosa di per sé non è difficile da coltivare, ma è necessario prestare molta attenzione all’attacco di funghi e alle infestazioni, come, appunto, quella da ragnetto rosso. Anche con questo genere di pianta, la bronzatura e la presenza di ragnatele sono un chiaro segnale di una colonizzazione in atto.

Melanzana

Per ottenere una pianta di melanzana, partendo dal seme, sono necessari molto tempo e tante cure. Alla luce di ciò, è essenziale prestare attenzione alle infestazioni dannose come quelle del Tetranychus Urticae. Purtroppo ciò accade molto frequentemente e si rischia di perdere completamente il raccolto, se non si corre subito ai ripari quando compaiono le prime ragnatele e le depigmentazioni delle foglie.
La prevenzione è fortemente raccomandata.

Peperoni

I peperoncini piccanti proteggono loro stessi grazie alla capsaicina, ma i peperoni non godono di questa proprietà. Essendo, anzi, molto dolci, sono attaccati spesso da parassiti come il ragnetto rosso.
La mancanza di un’osservazione accurata e frequente rischia di far notare i classici segni sulle foglie, come la comparsa di macchie marroni o gialle e i veli di ragnatele, quando ormai è troppo tardi. Un intervento tardivo mette a serio rischio la raccolta.

Piante

Il ragnetto rosso è polifago, cioè attacca una grandissima quantità di piante di ogni genere, sia arbustive che erbacee.
Le varietà coltivate in serra e quelle in appartamento sono esposte ad un maggiore rischio, vivendo in un ambiente perfetto per la riproduzione di questo pericoloso infestante.

Quando le foglie scuriscono e iniziano a cadere, potrebbe essere già troppo tardi per il destino degli eventuali frutti, ormai induriti e amari, dunque non più commestibili. Per quanto riguarda le piante ornamentali, i fiori vengono irrimediabilmente rovinati, perdendo così ogni pregio estetico.

Bonsai

I bonsai possiedono tutte le caratteristiche di una pianta a dimensioni normali, dunque anche questi possono essere attaccati dalle varie specie di ragnetto rosso. In realtà, trovandosi solitamente in ambienti chiusi, sono esposti maggiormente all’infestazione.
Il lato positivo è che, una volta osservati i classici sintomi, cioè la presenza di ragnatele, le piccole aree di depigmentazione e la bronzatura, data la dimensione della pianta, il lavaggio è molto semplice.

Fagiolini

Anche questa varietà è spesso infestata dal Tetranychus Urticae. Se non viene messa in atto un’accurata azione preventiva, il destino del raccolto è spesso segnato. Le ragnatele tolgono il respiro alle piante e la tela, indurendosi, rovina i nuovi fagiolini. Le foglie si ingialliscono e presto, estendendosi l’attacco, si arriva alla morte della coltivazione.

Melo

Il melo è tra le piante preferite del Panonychus Ulmi. Quando il frutto presenta delle macchie scure, molto simili a delle semplici ammaccature, bisogna porre particolare attenzione, perché potrebbero essere sintomi di un’infestazione in atto.

La scoperta delle ragnatele e di una colorazione marroncina sul retro delle foglie sono la conferma. Se non si interviene immediatamente, si rischia la morte dell’albero e il contagio letale delle piante limitrofe.

Ciliegio

Il ragnetto rosso, soprattutto nella varietà Panonychus Ulmi, attacca volentieri il ciliegio. Anche qui la prevenzione consente di non gettare via un intero raccolto. Quando le macchie delle foglie si fanno vedere, queste iniziano a cadere e le ragnatele diventano visibili a occhio nudo, è probabilmente ormai troppo tardi e i deliziosi frutti dell’albero sono, quasi sicuramente, rovinati del tutto.

Camelia

Insieme alla cocciniglia, il nemico giurato della camelia è il Tetranychus Urticae.
Per avere qualche possibilità di salvare la pianta è indispensabile agire appena le foglie iniziano a diventare più opache e compaiono le prime ragnatele.
L’estetica della camelia è essenziale, quindi è buona abitudine controllare spesso ogni parte della pianta.

Azalea

L’azalea è molto delicata, dunque un’infestazione avanzata lascia poche possibilità di sopravvivenza.
Quando il ragnetto rosso attacca la pianta, sono visibili le classiche macchie marroni e gialle, oltre alle ragnatele bianche nella parte inferiore delle foglie. A questo punto, però, potrebbe essere già troppo tardi.

Ficus benjamin

Il ficus benjamin viene attaccato generalmente con facilità da malattie e parassiti.
La presenza del Tetranychus Urticae si manifesta attraverso le classiche macchie sulle foglie, che poi inizieranno a cadere. La conseguenza è una perdita del tono e della bellezza di questa magnifica pianta, fino al sopraggiungere della morte, se non vengono messe in atto cure tempestive.

Sintomi della pianta attaccata dal ragnetto rosso

Osservando la pagina inferiore della pianta infestata, è possibile notare con facilità una necrosi in atto. A questa può aggiungersi la presenza di zone con una specie di polvere biancastra, che altro non è che il residuo delle feci delle larve.

Su alcune piante, come il pomodoro, il ragnetto rosso tende a collocarsi ai bordi delle foglie, dando a queste l’aspetto di una bruciatura.
Le parti inferiori della foglia presentano delle minuscole ragnatele, le quali però non sono usate per catturare prede, bensì per proteggere le numerose uova.

Rimedi naturali contro il ragnetto rosso

Per combattere il ragnetto rosso è possibile mettere in atto delle strategie di lotta naturale, cioè senza utilizzare veleni o sostanze chimiche.
Optare per l’applicazione di sostanze in armonia con la natura apporta beneficio all’ambiente e non danneggia il resto della fauna presente in zona.

Olio di Neem

L’olio di Neem è un prodotto vegetale ritenuto un valido rimedio naturale alla lotta del ragnetto rosso e di altri insetti nocivi delle piante.
L’applicazione di tale sostanza avviene per nebulizzazione, dosando un cucchiaino di prodotto (5ml) per ogni litro di acqua, oppure utilizzando lo spray pronto all’uso. Si può utilizzare sia in fase preventiva che già inoltrata con applicazione nelle ore più fresche della giornata.

Decotto a base di aglio

Questo rimedio è tanto antico quanto efficace. Per ottenere il decotto è sufficiente dividere in spicchi almeno tre o quattro teste di aglio e farle poi bollire qualche minuto in abbondante acqua. Una volta trascorso questo tempo, basta versare il liquido in un nebulizzatore e irrorare la pianta infestata.
Tale soluzione è ottima anche per un trattamento preventivo.

Sapone di Marsiglia

Il procedimento è rapido e molto semplice. Tutto ciò che bisogna fare è sciogliere il sapone di Marsiglia in acqua tiepida. A questo punto non resta che nebulizzare la sostanza ottenuta su tutte le foglie che sono state attaccate dai ragnetti rossi.

Irrigazione abbondante

Aumentare l’umidità in maniera significativa, attraverso un’abbondante irrigazione, crea un habitat che non favorisce affatto la riproduzione del ragnetto rosso. Esagerare con tale procedura potrebbe però comportare del marciume radicale, dunque è importante procedere con attenzione, evitando il più possibile eventuali ristagni.

Spray ad acqua

Se l’infestazione è ancora agli inizi, potrebbe essere sufficiente usare uno spray ad acqua sulle zone attaccate, o anche su tutta la pianta.
Questo metodo, però, è efficace contro gli esemplari adulti del ragnetto rosso, ma non con le larve che, se presenti, rimarranno attaccate alla pianta.
È necessario prestare comunque molta attenzione a non esagerare durante tale procedura, in quanto bagnare le foglie in modo eccessivo può causare l’insorgenza di malattie fungine.

Argilla espansa

Questo rimedio è particolarmente utile per le piante in vaso. Consiste semplicemente nel mettere uno strato di argilla espansa sul fondo del contenitore. Ciò permette infatti di trattenere l’umidità, dando così vita a un ambiente inospitale per il ragnetto rosso.

Come combattere il ragnetto rosso

La scelta dei metodi per combattere il ragnetto rosso è vasta, ma bisogna valutare bene tutti i pro e i contro della tecnica che si desidera utilizzare.

Con i predatori naturali

Se si possiede molto terreno, una soluzione potrebbe essere quella di usare dei predatori naturali.
I principali nemici del ragnetto rosso sono: acari fitoseidi, antacoridi, tisanotteri e coccinelle.
La loro azione è molto valida e allontana la minaccia senza danneggiare le piante infestate.

Rimedi naturali

I rimedi naturali possono essere i più efficaci e anche i più numerosi.
Alcune soluzioni, ovviamente, sono più funzionali di altre e la scelta dipende da ogni singolo caso.
Questo genere di metodo, ad esempio utilizzando l’olio di Neem sulle piante, consente più controllo rispetto all’introduzione di predatori naturali, permette di trattare un’area anche molto estesa e non danneggia l’ambiente, la pianta, o altri esseri viventi nei paraggi.

Rimedi meccanici

Cercare di contrastare il ragnetto rosso eliminandolo a mano o con trappole è impensabile, soprattutto a causa della sua minima dimensione e alle grandi infestazioni che provoca. Una cosa che si può fare, a livello meccanico, è agire preventivamente o all’insorgere del problema, controllando ogni foglia ed eliminando quelle infestate, lavando poi accuratamente tutta la pianta.

Ciò può essere concepibile con degli esemplari da appartamento o con qualche vaso sul terrazzo, ma diventa molto impegnativo in caso di orti o grandi coltivazioni. Se l’infestazione ha già raggiunto uno stadio avanzato, attuare tale metodo è praticamente impossibile.

Disinfestazioni

Se la quantità di ragnetti rossi presenti sulle piante del proprio terreno è davvero incontrollabile, si potrebbe pensare di ricorrere a una disinfestazione tramite prodotti chimici. Si tratta di un intervento estremo e fortemente impattante sull’ambiente, in quanto l’azione delle sostanze utilizzate può andare a uccidere altre forme di vita presenti, che invece sarebbero molto importanti per la salute delle piante.
Tale scelta non va quindi presa alla leggera, ma deve essere ben ponderata.

Insetticida per ragnetto rosso o rimedi naturali?

Gli insetticidi usati per operare una disinfestazione vanno spesso a danneggiare la pianta stessa e l’ambiente circostante, compresi eventuali predatori dell’acaro presenti al momento. Il ragnetto rosso, inoltre può sviluppare con facilità una resistenza ai trattamenti chimici e ciò si traduce con un danno totalmente inutile.

I rimedi naturali, al contrario, vengono creati in armonia con l’ecosistema e sono pensati per allontanare il problema in maniera rapida ed efficace, senza intaccare l’equilibrio dell’ambiente.
Si tratta, inoltre, di ottimi alleati anche nel campo della prevenzione, usati al fine di evitare il sopraggiungere di dannose infestazioni.
La scelta è vasta e, certamente, è importante valutare il prodotto migliore per ogni caso specifico.

Talvolta si preferisce evitare l’uso di soluzioni casalinghe, affidandosi invece a prodotti creati da esperti nel settore.
In tal caso, l’olio di Neem è quello che più si adatta a molte casistiche, sia di “cura” che di prevenzione. Oltre ad essere totalmente vegetale, gode di numerose proprietà benefiche. Un rimedio naturale contro tutti quegli insetti dal corpo morbido, compreso il pericoloso ragnetto rosso. La sua applicazione può prevenire, naturalmente, anche il rischio dell’attacco di altri insetti nocivi.

Tutti i contenuti editoriali del sito, sotto qualsiasi forma, non sostituiscono in alcun modo il parere professionale di un agronomo e comunque in nessun caso costituiscono la formulazione di una diagnosi di una qualsivoglia problematica. L'olio di Neem Gardemia, in qualsiasi forma, non è un fitofarmaco, non è un fertilizzante, non è per uso cosmetico, e non è per uso alimentare. Leggi di più.

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